C’ era una volta Palermo

16 June 2007

C’era una volta Palermo

 

“C’era una volta Palermo” sarà un’occasione in cui i quartieri avranno modo di parlare di sé attraverso mostre fotografiche, proiezioni video, spettacoli e cunti, preparazione e presentazione di cibi tipici, indagini sulla disoccupazione e sui piani regolatori in cui si mostrerà il futuro che l’amministrazione comunale riserva alle zone della città interessate.

Attori e registi, spettatori e organizzatori, saranno gli stessi abitanti dei quartieri.

 “C’era una volta Palermo” sarà un momento di festa, ma anche di denuncia, oltre che motivo e momento di scambio, di confronto e condivisione tra i vari quartieri (Zen, Vucciria e Magione), lontani fisicamente, ma da riscoprire vicini di fronte alle principali problematiche che i loro abitanti si trovano a dover affrontare quotidianamente: il problema della casa, del lavoro, della repressione.

 

CALENDARIO INIZIATIVE:

22 GIUGNO   P.zza Bologni    

ore 21: presentazione del progetto durante la manifestazione dei Cobas “contro lo scippo del TFR”

29 GIUGNO Vucciria

Dalle ore 17 a Tavola Tonda spettacoli dei bambini e delle bambine del quartiere, concerto rock dei Backstar 91 dalla Vucciria e rap della Zen.it posse dallo Zen.

Ore 21.30 corteo festoso da Tavola Tonda a piazza Garraffello

Ore 22.00 piazza Garraffello proiezione del video “C’era una volta Palermo” e a seguire dancehall reggae

30 GIUGNO “Una piazza per lo Zen 2”

ore 21. Concerto del gruppo di musica popolare calabrese “Kalamu”

19 LUGLIO P.zza Magione

dalle ore 17 spettacoli, mostre fotografiche  e proiezioni video in piazza,

ore 22 concerto del gruppo reggae napoletano Jovine.

Precario Tour, precaria vita…

30 May 2007

E tre…!1 maggio 2007, GenteStranaPosse compie tre lunghi ed intensi anni di comunicazione e attivita’ politico/musicale, tre anni passati tra piazze, qauartieri popolari e centri sociali; tre anni che hanno autoprodotto un discreto cd(a nostro modesto avviso) e finora 84 concerti che dalle 12 persone/pubblico di pescara alle mille e passa a roma all’intifada o a piazza megione ci hanno fatto emozionare come fosse sempre quella ‘’prima volta'’ il primo maggio del 2004 a piazza bologni.Fuori da ogni retorica ci teniamo molto a ringraziare infinitamente tutti quelli che ci sono stati vicini, che ci aiutano a crescere e con cui cresciamo di pari passo, dai nostri cattivi maestri ai figli ella posse che vanno nascendo…Da quasi un anno esiste questo sito, uno spazio che quasi mai abbiamo utilizzato al meglio, ci scusiamo con le centinaia di persone che si sono collegate e che ci hanno contattato, scritto commenti e chiesto notizie, purtroppo la gentestrana con la ‘’tecnologia'’ ha qualche problemuccio e poco tempo da dedicare ma stiamo lavorando anche per questo, in piena era precaria spero che ci capirete per la lentezza nelle risposte e negli aggiornamenti.Dunque, 84 concerti dicevamo e il blog a sto giro ci serve per ricordare e ringraziare tutti quei compagni che ci hanno invitato, ospitato, ascoltato e sopportato. Dall’usita del disco, il 22 luglio a piazza magione le mille copie della nostra autoproduzione sono quasi finite pur non avendo grosse distribuzioni e questo per noi e’ motivo di grande soddisfazione e non certo dal punto di vista economico(figuriamoci…)ma da quello comunicativo: sapere che a trento o in val d’aosta cosi’ come a’ vucciria qualcuno possa ascoltare e magari ritrovarsi nei nostri volantini/rap ci da la possibilita di farci sentire, oggi, laddove comunicare e soprattutto ascoltarsi e’ diventato sempre piu’ difficile. Benche’ ci sia internet che crea ponti comuinicativi nel mondo se nello stesso la stragrande maggioranza della gente si e’ abituata ,per bisogno o per mancanza di alternative concrete, a sopravvivere, a dover calare la testa e abbassare lo sguardo davanti ai potenti siano essi politici, mafiosi, datori di lavoro o semplici affittuari di casa, se la stessa gente che si lamenta non va al di la delle stesse lamentele, se chi e’ nella tua stessa barca ti rema contro e non vuole sapere di starti a sentire, se i finti bisogni hanno preso il sopravvento sui bisogni reali, se l’accesso ai saperi e alla cultura e’ sempre piu’ elitario e privatizzato, se ognuno rafforza solo la propria coscienza individuale, se i ricchi sono sempre meno ma sempre piu’ potenti e i poveri sempre di più e piu’ miseri, se i mezzi di comunicazione principali filtrano solo cio’ che fa comodo passare a chi gestisce gli stessi, se nessuno ci rappresenta dignitosamente e la fiducia va piano piano morendo assieme alla speranza di un futuro diverso da cio’ che ci hanno programmato; per noi rirovarci a parlare di tutto cio’ condividendo sogni e bisogni con tutte quelle persone che ci hanno privilegiato del loro sincero ascolto finora e’ rivoluzionario.E’ un esempio di socialita’ altra, e’ l’ennesimo esempio di quanto potente possa essere la musica usata come strumento per dire la verita’, o meglio le nostre verita’, quelle che in radio o su mtv non passeranno mai perche’ il mondo secondo loro ha piu’ bisogno di sole, cuore amore o di storie individuali di personaggi nati nella poverta’ e arricchiti dalle major per dire le solite cazzate con aria da gangstar o piu’ semplicemente ‘’pupiddi'’ palestrati che mostrano le loro debolezze, sfighe e nuovi amori di cui a chi deve occuparsi la casa per avere un tetto dove crescere i propri figli non gliene frega piu’ di tanto.Ma il paradosso sta qua’, negli stessi quartieri popolari dove il neomelodico partenopeo spopola la stessa fetta di proletariato/sottoproletariato che ci vive non ascolta altro che gigi d’alessio, la pausini, tiziano ferro e soggetti vari e i ragazzini come modelli di riferimento musicali hanno loro, come luoghi di ’socialita’ e aggregazione’ conoscono solo le discoteche e se gli chiedi di cantanti rap al massimo pensano a jovanotti o a quella pantomima vivente di fabrifibra.E’ li il bacino di voti maggiore della roccaforte azzurra del centro destra a palermo, e li che si muovono le braccia(non certo la testa) della merce’ mafiosa, e’ li che vedi il degrado e l’emarginazione dei ghetti palermitani, l’esclusione sociale, la rassegnazione, il sottoprodotto di una societa’ malata, e’ li che trovi i nostri principali referenti politici.I picciotti ri quartiere, quelli controllati a vista e magari schedati, e pure quelli onesti i ‘travagghiatura ri na vita’ , quelli col cuore grande e con la rabbia che se esplode e si canalizza verso il giusto indirizzo allora si che si parla di rivoluzione(essere in sovranumero e coscienti ci renderebbe piu’ forti di chi ci opprime),tutto quel potenziale inesploso solo perche’ represso i ritmi della quotidianeta’ a volte non ti permettono neppure di pensare a chi veramente sei, a metterti in discussione.E’ da questi stessi quartieri che bisogna ripartire, occupare, rivendicare e comunicare con chi i disagi li sente sulla propria pelle, dallo studente al ‘’patri ri famigghia'’.Ed è li che la gentestrana e’ arrivata(a pensarci bene e proprio da p.zza magione che siamo nati)e la nostra ‘’gente ra gente’ che vogliamo ringraziare, dalla vucciria, alla magione, da ballarò allo zen 2 dove da un anno e’ attivo il progetto zen.it posse di cui in seguito vi parlero’, dai bambini ai nonni di quartiere che ci hanno regalato e raccontato storia di un’ altra palermo e che sognano ancora una palermo diversa.Non ci dimentichiamo certo dei compagni, delle case occupate e dei centri sociali che condividono e sostengono il nostro progetto, mi vengono in mente i compagni dell’ex emerson a firenze e la mitica casa occupata del cecco, i compagni di bologna e i porci(posse old/new scholl), il mayday a la spezia, il collettivo getupkids del ‘’terra terra'’ a napoli che si batte contro la multinazionale siae(e anche su quest’argomento ci esprimeremo in futuro), i guaglioni dell’ormai ex via foria, kayaman e pitrinu fast che mi hanno accompagnato in due date in italia, i ragazzi dell’estremo sud, la censura di rosetocapospulico(dove se vorranno torneremo)e infine ma non certo per demerito i compagni del comitato di quartiere ‘’citta’ vecchia'’ a taranto.Ritengo quella serata il top, qualcosa che e’ andata veramente al di la di un concerto e della musica stessa, abbiamo sentito un contatto diretto e profondo con quella gente ogni singola rima era scandita da una rabbia positiva che abbiamo sentito reciprocamente con tutti i presenti, si e’ creata un’amalgama unica, serate come quelle, momenti e posti come quelli a nostro avviso sono basi rivoluzionarie.Ovviamente non dimentichiamo palermo e i compagni palermitani, lo zetalab e l’ask 191, il collettivo 20 luglio, i cobas e chiaramente i compagni dello s.p.a.r.o. che assieme ai compagni della scirokku a finale di pollina ci hanno regalato il piu’ bel compleanno possibile.Il nostro precario tour continua, gentestranaposse parteciperà attivamente al progetto ‘’c'era una volta palermo’(altro argomento di cui parleremo sul blog), sostiene da tre anni il progetto ‘’la sicilia con la palestina'’che tramite una serie di iniziative benefit sta finanziando la costruzione di un asilo a gaza tramite l’UPWC ovvero l’unione delle donne del fronte popolare palestinese, e poi ci sremo come sempre nell’organizzazione del 9°notte rock festival a finale di pollina il 3-4-5 agosto di cui preannunciamo la presenza di grossi gruppi(radici nel cemento per dirne uno…).Infine un ultimo saluto alla famigila Jovine con cui abbiamo registrato una cartolina sonora dal sud(da sud a sud per l’appunto)che troverete nel prossimo disco di jovine in uscita in questi giorni, personalmento saro’ impegnato in un paio di date di presentazione del disco con la jovine family e anche su questo vi terremo aggiornati.A presto e saluti a pugni chiusi

 PC8

Memorie di un Disco Autoprodotto

25 July 2006

Gente Strana Posse – La Storia Si Ripete
Memorie di un Disco Autoprodotto
di Professor TooMuch

Quando per la prima volta ho chiesto ai Gente Strana Posse cosa si aspettassero dalla nostra collaborazione mi è stato candidamente risposto che era loro intenzione registrare quante più canzoni possibili e che a loro parere circa 15 brani erano già pronti per la registrazione. Io guardandoli allibito chiesi se avessero la benchè minima idea di quanto tempo ci volesse per registrare e mixare tutte quelle tracce. Ovviamente no, loro non ne avevano. Io sì, invece, considerando i nostri scarsi mezzi a disposizione e la loro/mia inesperienza. E infatti, a più di un anno da quel primo incontro, mi trovo a scrivere queste righe, queste memorie, perché il disco è uscito, finalmente.
E’ passato più di un anno! Un’enormità. Ma forse il tempo necessario a porre la parola fine a questo primo travagliato capitolo.
In fin dei conti, la nostra collaborazione è stata produttiva, o per essere più precisi, autoproduttiva. Tutte le fasi di lavorazione, stampa a parte, sono state realizzate fra pareti domestiche, a casa di qualcuno che ha voluto offrire le proprie competenze alla causa.
La parte audio è stata da me curata ed è stata realizzata nella stanza dei bottoni, a casa mia, di Simona e della miagolante Aurora.
Ed è con questo breve incontro che il disco è stato concepito. Alla presenza mia, di Christian, di Peppe e di…. King Joseph, figura costante della mia vita musicale, che essendo ormai un’icona di questa allegra e bislacca Palermo che suona e si esprime, non poteva non presenziare anche questo atto.
Dopo è arrivato tutto il resto.
Gli appuntamenti fissi del mercoledì mattina, le prime canzoni e la mia incertezza di non essere all’altezza della situazione. Il primo demo seguito da lunghe pause di riflessione e di ripensamento. E’ arrivata Carlotta e le collaborazioni esterne (InterNos, B-Sucker e Stokka). E’ arrivato Nuccio-Negus Selekta.
Si sono susseguiti tanti di quegli eventi da far perdere di vista l’obiettivo principale.
Il disco.
MA LO VOGLIAMO FARE USCIRE STO CAZZO DI DISCO?
Si…. forse… non c’è tempo…..non ci sto con la testa……qualcuno che sparisce……..e cazzate varie.
Ma dulcis in fundo il disco è arrivato, costruito pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno, mese dopo mese. E’ nato, e sembra anche un prodotto decente (a mio modestissimo parere, assolutamente interessato e di parte).
Il disco si fa ascoltare dall’inizio alla fine, il progetto grafico è molto buono, c’è pure una traccia video. Ci sono delle canzoni che mi piacciono moltissimo ed altre che sono venute un po’ meno bene (sempre a mio modestissimo e coinvolto parere).
Ma soprattutto, il disco riesce a raccontare le emozioni e le passioni di due ragazzi. Racconta un pezzo della Palermo di strada che dalla Maggione va alla Vucciria per poi spostarsi allo ZEN.
“Sugnu Palermitano” è una perfetta sintesi di tutto questo con le sue taverne, i suoi Luca Toni e con un finale degno di Mary per sempre: “ Semu tutti cani, e nun canuscemu patruni, ‘ca”
Infine, per concludere, vorrei porre nuovamente l’attenzione sul fatto che di AUTOPRODUZIONE si tratta, ovvero di un lavoro che si è alimentato del contributo spontaneo di tanta gente, che è cresciuto senza tante pianificazioni iniziali.
Qualcuno malignamente dirà che tutto ciò si vede e si sente, che la qualità della produzione non è delle migliori, ma noi invece, dal canto nostro, ce ne infischiamo ed ogni volta che ascoltiamo il nostro disco, pur rendendoci conto dei suoi mille difetti e delle sue ingenuità, godiamo, ci emozioniamo e ci meravigliamo di essere riusciti a realizzare un prodotto sonoro, dall’inizio alla fine.
L’unica speranza è quella di continuare, di non fermarsi a questo primo piccolo passo.
Un saluto a tutti quelli che ci hanno sopportato e supportato in questo lungo anno.

La Storia si Ripete: Dentro il disco

24 July 2006

“La storia si ripete” è il bilancio di due anni di Gente Strana.
Il progetto posse partito con l’occupazione dello s.p.a.r.o a piazza magione si è sviluppato musicalmente su dieci version selezionate da Negus Selecta e due bonus tracks nate dalle collaborazioni con stokka e b-sucker e gli Internòs. Dodici tracce che partono con “gente ra gente” sintesi del progetto e dedicata a tutte quelle persone che la speranza se la costruiscono, “brucia” è la nostra risposta a un pianeta sempre più capitalista, per chi i valori non li acquista, per chi la coscienza non la svende, “sognando Palestina” per ricordarci di una terra dove ogni diritto umano viene quotidianamente calpestato, una terra che rischia di non esistere più a causa di un’occupazione militare che dura da più di sessant’anni applicata dal governo sionista israeliano e appoggiata e finanziata dagli U.S.A. Dalla Palestina a Palermo passando per la cinica logica di chi governa, promette e se ne sbatte dei reali bisogni della stessa gente che ingenuamente li ha votati, nessuno ci rappresenta, le cose vanno conquistate lottando, ai politici bla-bla lasciamo le loro stesse “parole n’funnu ò mare”. Pensando a disagiati, esclusi, terroni e a tutti coloro che come noi non si sentono fieri di essere italiani è nata “made in Italy” e auspicandoci la -terronia- come isola rossa e autogestita parliamo della sua capitale (Palermo) e dei suoi abitanti in “sugnu palermitano” brano specchio dei disagi e delle contraddizioni vissute da chi è nato in un qualsiasi quartiere popolare di una città dove passano secoli e popoli ma certi comportamenti restano, manca ù travagghiu ma à mafia nn’aiuta e ù palermo è in serie A.. Quindi ci lamentiamo si ma va tutto bene…(?!)
Per tutti i palermitani (e non solo) che invece non si accontentano, che negli stessi quartieri si sforzano di portare esempi diversi da una società che oltre ai salari ti riduce le alternative, per chi attraverso il reggae manda vibrazioni e contenuti, per Mumia Abu-Jamal e per tutti quei compagni in galera per il solo fatto di essere nati ribelli alle ingiustizie…Per tutti quelli che ancora ci piace chiamare compagni la nostra canzone d’amore è “reggaepicumpagni”. Contro la guerra preventiva in Iraq, contro quelle che chiamano missioni di pace o guerre umanitarie(!) il grido dei popoli oppressi da Palermo a Baghdad è “Fight”. La gente muore ma i picciriddi nasciunu ancora, chi viene dalla strada, chi resiste davvero, gli strani in minoranza, i “figli della posse” nostro riferimento per il nostro futuro.
Omicidi di stato, morti bianche, controllo massimo e polizia sono le armi usate da chi è fascista in giacca e cravatta seduto su poltrone di pelle umana, rappresaglie e bocce, coltelli e spranghe, indifferenza, mafia, sono le armi usate da chi il fascista lo fa per strada, entrambi discriminano , prevaricano e calpestano e da Mussolini a Berlusconi nel bene e nel male “la storia si ripete” e cambiarla tocca a noi, non lo si fa certo con una canzone ma ci sembrava corretto ricordare anche così chi il fascismo lo subisce, chi c’è morto e chi ci ha insegnato a combatterlo.
La traccia undici è uno sfogo contro le “divise blu” creato con la collaborazione di Ciccio Stokka(Stokka & Mad Buddy) e B-Sucker che è stato uno dei cantanti della Sick City Posse (prima posse palermitana) i cui membri( Professor Too Much e King Joseph) a distanza di dieci anni hanno dato una grande mano al progetto Gente Strana. Infine “Con le mani e i Piedi” brano nato a La Spezia e musicato dagli Internòs con epilogo affidato al poeta Fabio Ferrari. E’ un brano che punta a denunciare le nefandezze e l’abuso di prevaricazione attuato da chi ci governa sì, ma anche paradossalmente da chi ci vive accanto, da chi è sulla tua stessa barca ma ti rema contro per tutti coloro che vanno in giro senza trovare una collocazione…per chi sogna ancora e cerca di avverare questi con le mani e i piedi.Tutti i pezzi sono stati registrati nella “stanza” del Professor Too Much e il disco esce per la S.U.D. autoproduzioni, etichetta fondata dalla posse palermitana che vuole raccogliere tutte le “Sensazioni Uditive Deglobalizzate”. La GSP è già al lavoro per delle nuove produzioni intanto: Chistu è ù primu…PIGGHIALU e SIENTILU!